Sr Anna Rombai

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Livorno, 16 luglio 2020 – La sera del 14 luglio, subito dopo cena. È tornata alla casa del Padre la nostra carissima sr Anna Maria Rombai, alla soglia dei suoi 96 anni di vita. Oggi il saluto della sua direttrice al termine del funerale – “Sei andata a dipingere il cielo” dopo aver dipinto con arte la nostra vita con il dono della tua vita.

Ma qual è stato il segreto del tuo fascino, piccola donna, fatta di gentilezza e determinazione, di intuizione sublime e semplicità, di riflessione e silenzio, di tatto e di prudenza, di serenità e garbo raffinato?

In un incontro a La Spezia, davanti a molti giovani hai detto: “L’arte subisce l’influsso della potenza divina vestita di saggezza. L’artista, più che mai solo, cerca una sur-realtà, perché la realtà pura e semplice non è esprimibile e si perde nel mistero”. E tu, sr. Anna, ti sei persa nel mistero di Dio e ti sei fatta rivestire della sua luce. Hai scritto di te: “Disegnare: sr. Anna che gratta la gran nube della INCONOSCENZA… Eh! Credo che questa nube sia un’ombra, ma te ne ringrazio, Signore, viene da te… adoro, laudo, gratias ago!… ho bisogno di essere ‘riparata’, partorita dalla vita!”.

L’ultimo giorno, (e chi lo sapeva che lo sarebbe stato!), venendo da te per salutarti ti ho chiesto una parola che mi accompagnasse per tutta la giornata che prevedevo particolarmente impegnativa. Tu mi hai guardata con lo stupore di una bimba e dopo un attimo di silenzio mi hai detto di ripetere questo tante volte: “Ti offro, o Dio, le mie mani vuote!” e poi “si affidi a Lei, che sa tutto!”, indicandomi una piccola icona della Madonna appesa al muro.

Ecco il segreto: le tue mani vuote di fronte al Dio che ti ha pensata, amata e rivestita di misericordia e le mani vuote che hai sempre presentato agli altri come per dire: “prendete, non sono un granché, ma prendete, servitevi!”. E noi, tutti noi, in questi tuoi 95 anni ci siamo seduti al banchetto della tua vita e tu felice ci hai servita come una signora, con umiltà, gioia e arguzia.

Negli ultimi Esercizi spirituali hai scritto: “Caro Gesù, che ne dici dei miei Esercizi spirituali? …un po’ e un po’… altalenanti…alla stracciatella….un dipinto con pennellate fratte con balenii di luce in qua e in là. I soliti pasticcetti anomali che però ci volevano. Perdono e grazie! Continuerò con calma e amore un po’ di più, un po’ meglio: meno mia e più tua! Afferrami forte, quando scappo e tu, Maria, non mollare il mio cuore, che non è più mio, ma tuo. Anna, fatti molto amare. Provaci, cuore mio, non stare a chiosare con quello che sei o che non senti. Dove qualcosa manca, Dio provvede! Non mi chiedi tanto di fare, ma di lasciarmi fare, di farmi piccola pensando che tu sei grande, di farmi povera perché Tu sei ricco, umile perché Tu sei mite ed umile di cuore! Insegnami a esplorare la plaga del silenzio e che io pensi a Te, mio Signore!”

Anche in questi ultimi anni belli, ma faticosi i giovani erano annidati nel tuo cuore e ti dicevi: “vivi con amore, lì dove ti trovi, chiamata a farti santa con e per i giovani sempre, anche ora nella fragilità della vecchiaia. “Sono Figlia di Maria Ausiliatrice!” Voglio un funerale canoro e colorato, ma bisogna che lo prepari ora con una vita canora e colorata!

Sì, sr. Anna, sei stata e resti una bella Figlia di Maria Ausiliatrice, ti ringraziamo e ora ti pensiamo a giocare con i colori di luce nella Casa di Dio!

 



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