#EoF2020 per una nuova economia

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Economy of Francesco, 19 novembre 2020 – Abbiamo chiesto a Letizia Forzoni, studentessa di Economia all’Università di Pisa e membro della Commissione di Pastorale Giovanile ispettoriale, di tenerci aggiornati sulla sua esperienza all’interno dell’evento “Economy of Francesco” che si sta svolgendo ad Assisi in queste ore e che coinvolge oltre 2000 giovani imprenditori ed economisti di 120 Paesi del mondo. Di seguito, quelli che lei stessa definisce “Appunti di viaggio- alla scuola di San Francesco per una nuova economia”.

«Voi siete buono, signor curato,» riprese l’uomo. «Non mi disprezzate, mi ricevete in casa vostra e accendete le vostre candele per me. Eppure non v’ho nascosto donde vengo, non v’ho nascosto che sono un disgraziato.» Il vescovo, seduto vicino a lui, gli toccò dolcemente la mano: «Potevate anche non dirmi chi eravate. Questa non è la mia casa, è la casa di Gesù Cristo; questa porta non chiede a colui che entra se abbia un nome, ma se abbia un dolore. Voi soffrite, avete fame e freddo: siate il benvenuto. E non state a ringraziarmi, non mi dite che vi ricevo in casa mia; poiché nessuno è qui in casa sua, se non colui che ha bisogno d’un asilo. Ve lo dico, a voi che passate, che qui voi siete in casa vostra più di me stesso. Tutto quello che è qui è vostro; che bisogno ho di sapere il vostro nome? Del resto, prima che me lo diceste, ne avevate già uno che conoscevo. L’uomo aperse due occhi stupiti. «Davvero? Sapevate come mi chiamo?» «Sì,» rispose il vescovo «vi chiamate mio fratello.» Victor Hugo “I miserabili”

Alla fine della prima giornata dell’evento internazionale Economy of Francesco, con tanto piacere mi prendo un po’ di tempo per appuntarmi l’ispirazione ricevuta oggi in questa tappa del cammino dal mondo ad Assisi e da Assisi al mondo.

Una comunità che affronta grandi domande

È molto difficile fare un riassunto dei contenuti perché i sei seminari che si sono svolti si sono occupati di tanti temi che ci stanno a cuore: le politiche per promuovere uno stile di vita felice nelle città, la riconversione industriale per costruire la pace, il problema dell’insicurezza alimentare e le soluzioni messe in atto per fronteggiarla, i modelli di business per un’economia più umana, il ruolo dell’intelligenza artificiale per fronteggiare diseguaglianze socio-economiche e infine, la transizione ecologica delle comunità.

La cosa importante è sapere che le analisi che sono state presentate, le proposte elaborate, le testimonianze raccolte e quindi le voci che sono intervenute oggi, fanno parte di un percorso di amicizia, ricerca, ascolto, studio che ha visto protagonisti giovani economisti, imprenditori e change-makers, impegnati in vari modi nei loro territori in tutto il mondo. E si, quella gioia ed entusiasmo che vi ha raggiunto oggi se vi siete collegati, è stato davvero lo spirito che ci ha animato in questi mesi di preparazione.

Idee e spiritualità

Questa conferenza ci sta offrendo tanti momenti ricchi di arte, in prosa e poesia, in musica e silenzi che accompagnano domande e riflessioni nei luoghi di San Francesco, che diventano i luoghi della nostra vita. Dandoci come obiettivo quello di rianimare l’economia, stiamo cercando di trasformare e fecondare prima di tutto il nostro quotidiano e le nostre relazioni, maturando scelte consapevoli, che vanno nella direzione del bene comune, dell’accoglienza e dell’inclusione.

Non a caso questo pomeriggio è iniziato con il video messaggio di ATD Fourth World Movement dal titolo “Ascoltare il pianto dei più poveri per trasformare la terra”, un’attenzione che ha segnato anche le riflessioni successive. Avendo come guida il ciclo di Giotto sulla vita del poverello presso la Basilica di Assisi, ci siamo soffermati sull’affresco che ritrae la visione a San Damiano quando il Crocifisso disse a Francesco “va’ e ripara la mia casa”, l’episodio della spoliazione di fronte al padre Pietro di Bernardone, al vescovo Guido e alla città, e il baciò del lebbroso presso Rivotorto, scena non presente tra gli affreschi.

Gli ultimi del mondo infatti sono poveri della stessa narrazione, ma furono scelti da Francesco e sono al centro di questo processo di cambiamento, di cura e di riparazione della nostra casa comune, la Terra, inascoltata e straziata. Tra sogni e profezie, direbbe Lau Kwok Hung, scopriamo che i mattoni di questa casa sono le persone, rappresentate nel suo laboratorio-performance dalle maschere fatte a mano con garze e gesso: un’esperienza di contatto tra le persone coinvolte che richiama i temi del discernimento, della fragilità e dei limiti, della cura e della fiducia, dell’unità, della tenerezza e della pazienza.

Ci prepariamo a una seconda giornata pronti a metterci in dialogo con i relatori, a fare il giro del mondo, a realizzare insieme i primi passi per il mondo che sogniamo.

Letizia Forzoni



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